Da blog a collettivo d’arte e architettura

Ci ho messo un poco a ritornare a scrivere, lo ammetto! Sono stati mesi confusi, pieni di tanti cambiamenti, e quello più importante riguarda proprio il mio blog.

Ebbene sì! Come potete intuire, ormai non sono più sola! Ho ceduto anche io alla voglia di condividere questo mio piccolo spazio con altre persone.

Non è stato facile… Anzi!

Mi definisco una persona abbastanza creativa, che partorisce ogni due per tre nuove idee e che è sempre alla ricerca di novità e cambiamenti. Ma sono pur sempre una!!! E allora come fare?? Non volevo assolutamente rinunciare al mio blog, che avevo creato con così tanto impegno e dedizione!

E non è che certe volte il dannato destino mette nella tua strada le persone giuste, quelle con le quali puoi contare e delle quali ti puoi fidare al punto di condividere tutti i tuoi progetti e renderle partecipi delle tue pazzie?! Ed è  allora  che ti lasci andare e decidi di seguire il tuo istinto e fare un passo in più nei tuoi progetti!

Ed è così che siamo arrivati qui: TheDoubleFace, da blog di arte e architettura si evolve e diventa collettivo di arte e architettura!

Cosa vuol dire? Vuol dire che ora siamo in 4:

Quattro donne amanti dell’arte e dell’architettura che insieme non solo cureranno il blog e le sue varie rubriche, ma andremo oltre curando anche nuovi progetti ed eventi che presto saranno svelati!

E che dire!? Sono felice! Felice di fare parte di un gruppo meraviglioso, felice di poter lavorare ancora con l’arte e l’architettura e felice di poter condividere le nostre passioni con chi ha la voglia e la pazienza di seguirci.

A prestissimo tantissime novità!!!!!!!

 

G.

 

 

 

Ilse Crawford

“Il design è quello che chiamiamo HYGGE, cioè concentrarsi sul presente, rendere l’ordinario straordinario, essere più aperti agli altri…più vicini”

Ilse Crawford

Nella settimana dedicata al design, e in attesa di riuscire finalmente ad andare a visitare il Salone del Mobile a Milano, ho deciso di raccontarvi la storia di una grande icona dell’interior design, cioè Ilse Crawford.

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Subito dopo la laurea in storia dell’architettura al Bedford College di Londra, inizia a lavorare per alcuni studi di architettura e a collaborare con l’Architect Journal, per poi approdare alla rivista ELLE DECOR.

I suoi progetti infatti, prima di essere realizzati, passano tutti attraverso la scrittura, non a caso Ilse scrive diversi libri, tra i quali “Sensual Home”, dove mette in rassegna tutti i nostri sensi e il modo in cui ci rapportiamo ai luoghi, segnando così un momento di svolta per il design.

I suoi metodi di progettazione mettono al centro di tutto la persona, le emozioni e i comportamenti, che cambiano a seconda dell’ambiente in cui ci troviamo. Fondamentale è creare spazi che entrino in empatia con chi li vive.

STUDIOILSE it.pinterest.com

L’empatia è la chiave di volta nel suo lavoro, il processo creativo per lei inizia infatti dalla ricerca e dal confronto con il cliente, dando vita così ad un approccio che punta alle sensazioni e a trasmettere la percezione di benessere.

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Il cosiddetto WELLBEING, punto centrale della sua filosofia, cioè il benessere non solo fisico ma anche emotivo.

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Ad ogni suo progetto corrisponde un linguaggio e un materiale specifico, poiché crede che noi siamo naturalmente attratti dai materiali. Nel momento della progettazione è fondamentale capire la combinazione dei materiali, di modo che la loro comunicazione crei un ambiente palpabile, caldo e molto fisico.

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Tra gli oggetti di sua creazione che più preferisco e che, a mio parere, rispecchiano perfettamente i suo modo di pensare e  di creare vi è il “together table”, tavolo con gli estremi tondi che permette alle persone di stare più vicine tra di loro impedendo che vi sia mai un vero e proprio “capo tavola”

Together Table it.pinterest.com

E tutta la stupenda linea “Sinnerling” di IKEA, dove Ilse parte dall’idea di un prodotto ecosostenibile (utilizza il sughero), con un design di qualità e accessibile a tutti.

Collezione Sinnerling per IKEA it.pinterest.com

 

Insomma un approccio unico al design, sintesi di intelligenza ed emozione, volto a mettere in sintonia le persone e gli spazi in cui vivere.

 

Vi invito ad approfondire l’argomento attraverso un interessante documentario della serie ABSTRACT di Netflix, oppure sul suo sito http://www.studioilse.com

 

G.

La sedia delle sedie

Quando iniziai il mio percorso di studi per diventare interior designer, uno dei primi esercizi che ho dovuto affrontare è stato quello sulle sedie. Nello specifico dovevamo migliorare il design di una seduta che era già stata ideata e prodotta.

Traccia del terribile esercizio!!!

Tralasciando il fatto che ho sbagliato totalmente l’esercizio progettando un cuscino orrendo per la sedia Panton, sostenendo che l’avrebbe resa meno scivolosa ( idea ingenua e totalmente inutile), ciò che mi aveva interessato di più e mi aveva attirato l’attenzione era stata la quantità di sedie, una diversa dall’altra, che erano state pensate e realizzate da tantissimi designers durante tutti questi anni.

La mia idea malsana!!

Fra tutte una spiccava, la sedia n° 14 di Thonet ( che si legge Tonet e non Tonè…mi raccomando!!!), quella che tutti conosciamo, o abbiamo visto da qualche parte, nei bar, ristoranti, a casa della nonna, oppure solamente nelle pellicole un po’ datate.

Dopo averla vista, mi sono anche chiesta come mai veniva definita “di design”, visto che era talmente comune e semplice?!

Modello n°14 prima del 1870 didatticarte.it

Perciò, dopo il fallimento del mio cuscino Panton, decisi di approfondire le mie ricerche su quella che molti definiscono “la sedia delle sedie”, quella che ha, in qualche modo, dato il via all’idea di sedia progettata, costruita e venduta a livello industriale in tutto il mondo.

Modello n°14 Thonet dopo il 1870 didatticarte.it

Michel Thonet, infatti, l’aveva vista lunga, ebanista di professione, nella metà dell’Ottocento era alla ricerca di un metodo per costruire una seduta robusta ma senza dover usare le tecniche tradizionali dell’epoca. La sua idea di fondo era quella di creare una sedia cercando di piegare il legno, senza doverlo rompere e poi levigare. Caso vuole che nel 1830, Thonet osservò che alcuni listelli di legno bagnati e piegati, lasciati asciugare lentamente riuscivano ad assumere la forma data ed essa rimaneva nel tempo. Iniziò quindi a replicare tale tecnica e a perfezionarla.

Nel 1841 venne notato dal principe austriaco Clemens von Metternich, che lo chiama a Vienna.

Thonet divenne ben presto famoso in tutta Austria, non solo per il suo innovativo metodo di curvatura del legno (con la sua tecnica riesce persino a piegare il legno massello), ma per la sua modalità di produzione industriale che permette l’esportazione del suo prodotto in tutto il mondo.

La sedia Thonet infatti, oltre ad essere molto robusta, pesa molto poco (circa 4kg), è smontabile, occupa uno spazio molto ridotto(un metro cubo soltanto), e costa, anzi costava, molto poco, 9 lire!!!

Nel 1869, Michel Thonet, venne “obbligato” ad abbandonare il suo brevetto, di modo che la concorrenza  potesse prendere ad esempio la sua creazione, nascono dunque circa 52 nuove aziende che producono sedie secondo il modello Thonet. Ma riconoscere l’originale non è poi tanto difficile, infatti le vere sedie n°14 di Michel Thonet recano il suo marchio impresso a fuoco assieme all’anno di produzione nella parte inferiore del telaio.

Marchio Thonet della sedia n°14

Quindi per tutti i collezionisti, amanti del design, o semplicemente per chi desidera una seduta degna del proprio nome, non resta che andare alla ricerca della Thonet n°14, la vera sedia delle sedie!

 

 

 

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio il sito www.legnocurvatodesign.it

ExpoCasa Torino

www.expocasa.it

ExpoCasa, come ogni anno, è approdata a Torino e, ovviamente, non potevo mancare!

Perciò oggi, con il meraviglioso sole che c’era, ho deciso (giustamente!!!),di chiudermi dentro all’Oval e godermi un pomeriggio all’insegna del design di interni.

La fiera è molto più piccola rispetto a quelle milanesi (MADE e Salone del Mobile), ma ha il suo perché, con tante idee interessanti e alla portata di tutti.

Ho trovato, passeggiando attraverso gli stand che, a farla da padrona sono  le meravigliose cucine, una più attrezzata dell’altra, con molte novità per quanto riguarda la scelta dei materiali, e la composizione, senza contare i design innovativo e ricercato.

 

 

 

 

Non male anche l’ampia e diversificata offerta di arredi per i salotti e camere da letto.

Divani di tutti i gusti e materiali, dai più grandi in ecopelle, ai più piccoli in tessuto  molto colorati.

 

 

 

Un po’ sotto tono la gamma di scelte per il bagno, dove però la tecnologia e il lusso spiccavano.

 

 

 

Potete visitare ExpoCasa Lingotto fino a domenica 05 marzo 2017.

Orari:

Lunedì – Venerdì        16-22

Sabato – Domenica   10-22

Domenica 05 marzo  10-20

 

Per info:

www.expocasa.it