L’occhio magico di Carlo Mollino – a cura di Francesco Zanot

Al Camera – Centro Italiano per la fotografia dal 18 gennaio al 13 maggio 2018, è possibile visitare la mostra “L’occhio magico di Carlo Mollino” a cura di Francesco Zanot.

La mostra raccoglie l’intera produzione dell’architetto torinese, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dell’archivio del Politecnico di Torino.

Nato a Torino,  si inscrive alla facoltà di ingegneria nel 1925, facoltà che poi abbandona per frequentare i corsi di architettura presso la Regia Scuola di Architettura dell’Accademia Albertina (attuale Politecnico di Torino)

Mollino è stato, oltre che architetto e designer, anche pilota di aeroplani e di auto da corsa, scrittore, fotografo.

 

 

E proprio  la fotografia diventa un punto fondamentale  per la sua produzione architettonica e di design, diventando uno strumento di documentazione e archiviazione del proprio lavoro e del proprio quotidiano.

 

 

Pioniere e ideatore di diversi metodi di post produzione fotografica, tra i suoi soggetti preferiti, il corpo di donna e lo sci.

G. (TheDoubleFace_collective)

 

L’emozione dei colori nell’arte

 

I colori, insomma, sono come la bellezza femminile e i sapori: a dispetto delle teorie e della scienza,
ognuno di noi li percepisce in modo diverso, libero, personale.

Stefano Zuffi

 

Quando studiavo al Politecnico, mi è capitato di dover seguire un corso di Percezione e Rappresentazione Visiva e devo ammettere che è stato uno dei corsi più belli che io abbia mai frequentato, tanto per la docente, signora simpatica con i capelli rosso fuoco, che ne sapeva davvero tanto sull’argomento, quanto per il fatto che sono riuscita a capire un pò di più su un mondo che a me è molto caro, ma del quale conoscevo abbastanza poco, e cioè il mondo dei colori.

Per una che predilige il non colore per eccellenza (il nero!!!), studiare i colori è stata una vera e propria novità, capire che fin dai primordi l’uomo è stato attrato da essi, e che in un modo o nell’altro condiziona tutte le nostre emozioni – Così, infatti, il rosso attiva il nostro sistema nervoso e il blu lo fa calmare – cosa che mi è tornata utilissima per i miei progetti di interior design, anche perchè, può essere banale dirlo, ma una casa con i colori giusti è molto più “vivibile” di quella con i colori messi “a caso” solo perchè  “sono i nostri colori preferiti”.

www.devianart.com

Anyway, non vi voglio annoiare con una lezione sul’argomento, anche perchè diventerebbe molto lunga e pallosa, e poi anticiperei un articolo già in programma sui colori da utilizzare nell’arredamento. (spoiler!!!!) Ma, dopo tutta ‘sta lagna, voglio parlarvi sempre del colore, ma quello utilizzato nell’arte e più in specifico della mostra che sta spopolando a Torino, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria, Elena Volpato e Elif Kamisli, e che parla proprio  del colore nell’arte.

www.gazzettatorino.com

La mostra, che si intitola “L’emozione del colore nell’arte”, si svolge in due sedi: il Castello di Rivoli (nella manica nuova) e alla GAM, e ripercorre l’utilizzo dei colori nell’arte attraverso la storia, le invenzioni e l’esperienza del colore, perchè sembra scontato, ma il colore suscitandoci emozioni, suscita esperienza, cambia il nostro stato d’animo e parla di noi. Quanti maestri dell’arte hanno utilizzato il colore per comunicare il loro stato d’animo? Vi torna in mente qualcosa se dico periodo blu? Picasso?

All’interno della mostra si ripercorrono diversi periodi storici mettendo a confronto molti maestri dell’arte moderna e contemporanea, la modalità con cui diversamente hanno interpretato e reagito al colore in modo da “riflettere sul tema da un punto di vista che tiene conto della luce, delle vibrazioni e del mondo affettivo”.

Come mi è sembrata? Se devo essere sincera a primo impatto la parola giusta è CAOS, ma il colore è caos tante volte!!! L’arte è caos quasi sempre!!! E così piano piano gli occhi si abituano a vedere Munch a mezzo metro da Pistoletto, Andy Wahrol che dialoga con Damien Hirst e ancora Paul Klee, Fontana, Boetti… cioè tanti…troppi modi di vedere l’arte e quello che la tiene viva…i colori!!!

 

Vi consiglio tantissimo di farci un salto se riuscite, anche solo per vedere il vostro “pittore preferito”, perchè ne vale davvero la pena!

La mostra rimarrà aperta fino al 23 luglio 2017.

Per info: http://www.gamtorino.it

http://www.castellodirivoli.org/

 

 

Le copertine d’artista

Qualche giorno fa mi arriva un messaggio:

“Giò, andiamo a vedere questa mostra?” ( con tanto di link all’articolo)

Era un articolo de La Repubblica, che recensiva la mostra “Street Vinyls alla Square23 Art Gallery, a Torino.
E così, con l’entusiasmo di scoprire nuove cose, ieri pomeriggio andai.

La galleria è piccola, ma racconta in modo perfetto lo stile underground nel quale vive e spopola la street art, sulle pareti, rigorosamente dipinte di nero, una collezione invidiabile di vinili e cd, le cui copertine sono state studiate e realizzate in collaborazione tra grandi musicisti e artisti (per lo più street artists), le cosiddette copertine d’artista.

Photo: Ramona Clapan

E infatti, si possono ammirare  “Without you” di David Bowie, fatta in collaborazione con Keith Haring, oppure la banana di adesiva fatta da Andy Warhol, per il primo album dei Velvet Underground, e ancora alcuni lavori di Blu, Jean- Michel Basquiat, Space Invader, per arrivare all’inconfondibile e misterioso Banksy, del quale presente in mostra un disco con tiratura limitata realizzato a spray su carta per la band Royksopp.

 

 

La mia copertina preferita? Quella dell’album di debutto di Paris Hilton, genialmente taroccata da Banksy, dove la bionda appare raffigurata con la testa di un cagnolino e all’interno, giustamente, non trovate le sue canzoni, ma dei brani mixati da Banksy stesso.

 

Il colpo di genio, ovviamente, oggi spopola e vale dieci volte tanto quanto il cd originale, per l’amarezza di chi il tarocco lo ha comprato e poi lo ha riportato indietro.
E come ci chiese ieri un signore in galleria :” Tutto molto bello, maaaaa chi compra il cd di Paris Hilton?”, vi confido che è la stessa domanda che mi sono fatta pure io!

E con questo dubbio amletico, vi invito a visitare la mostra “Street Vinyls” alla galleria Square23 in via San Massimo 143, Torino,  che rimane aperta fino al 01 Aprile.

G.

ExpoCasa Torino

www.expocasa.it

ExpoCasa, come ogni anno, è approdata a Torino e, ovviamente, non potevo mancare!

Perciò oggi, con il meraviglioso sole che c’era, ho deciso (giustamente!!!),di chiudermi dentro all’Oval e godermi un pomeriggio all’insegna del design di interni.

La fiera è molto più piccola rispetto a quelle milanesi (MADE e Salone del Mobile), ma ha il suo perché, con tante idee interessanti e alla portata di tutti.

Ho trovato, passeggiando attraverso gli stand che, a farla da padrona sono  le meravigliose cucine, una più attrezzata dell’altra, con molte novità per quanto riguarda la scelta dei materiali, e la composizione, senza contare i design innovativo e ricercato.

 

 

 

 

Non male anche l’ampia e diversificata offerta di arredi per i salotti e camere da letto.

Divani di tutti i gusti e materiali, dai più grandi in ecopelle, ai più piccoli in tessuto  molto colorati.

 

 

 

Un po’ sotto tono la gamma di scelte per il bagno, dove però la tecnologia e il lusso spiccavano.

 

 

 

Potete visitare ExpoCasa Lingotto fino a domenica 05 marzo 2017.

Orari:

Lunedì – Venerdì        16-22

Sabato – Domenica   10-22

Domenica 05 marzo  10-20

 

Per info:

www.expocasa.it

Bruno Munari. Artista Totale / Museo Ettore Fico (Torino)

Il 16 febbraio 2017, al Museo Ettore Fico di Torino,è stata inaugurata la mostra dedicata al grande artista Bruno Munari.

E TheDoubleFace non poteva di certo mancare!

La mostra, dal titolo “Bruno Munari. Artista Totale”  curata da Claudio Cerritelli, si articola  lungo tutto il percorso del museo e racconta la storia di Munari, dagli  esordi come artista futurista, fino ai suoi oggetti di design innovativi, ponendo in evidenza la sua multiforme ricerca e l’originalità della sua esperimentazione.

Un bellissimo viaggio nella vita e nel lavoro di un grande maestro.

G.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruno Munari

Designer, scultore e scrittore italiano (Milano 1907 – ivi 1998). Considerato uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del 20° secolo, ha mantenuto inalterata la sua estrosa creatività a sostegno dell’indagine costruttiva della forma attraverso sperimentazioni visive e tattili e, insieme, la sua grande capacità di comunicarla attraverso parole, oggetti, giocattoli. Inizialmente vicino al futurismo, se ne allontanò poi gradualmente dedicando la sua ricerca all’approfondimento di forme e colori e all’autonomia estetica degli oggetti. Tra le realizzazioni più emblematiche le «macchine inutili» (dal 1933), congegni meccanici presentati come modelli sperimentali che indagano sulle possibilità percettive, che fecero di Munari un precursore dell’optical art. [Treccani]

 

La mostra è visitabile fino all’11 giugno 2017

Per info:

www.museofico.it

Who’s afraid of paying art&design workers?

 

Nel 2015, durante i lavori di disallestimento di Paratissima11, mi sono trovata a staccare dalla parete un cartellone che recitava così “Free to be a curator”, e raffigurava su uno sfondo verde una ragazza che faceva un salto.
Ricordo che era il periodo in cui dovevo ancora finire il mio corso allo IED, e quello slogan mi colpì particolarmente, decisi allora di portarlo a casa, perché in qualche modo mi sentivo una giovane “curator” alle prime armi con una grandissima voglia di fare io il mio salto.

Photo: www.r-set.it

In fondo però, non avevo capito bene il senso di quel gesto, forse in quel momento ciò che mi attirava di più era quel colore acceso e quella frase, che intanto, avevo fatto mia. E così lasciai quel cartellone appeso sul muro della mia stanza per un bel po’, finché in occasione di uno dei “mercoledì del design”, organizzato dal Circolo del Design di Torino, ritrovai quello stesso verde acido e quella stessa ragazza che si accinge a saltare, e capii che dietro a quel salto, e a quella frase c’era un enorme lavoro che mi riguardava molto da vicino.

 

Così ebbi la fortuna di conoscere R-set. Tools for cultural workers, che nasce dal lavoro dell’associazione culturale Impasse di cui fanno parte l’artista Irene Pittatore e la curatrice Nicoletta Daldanise, e di Claudia De Giorgi e Marco Bozzola docenti del Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design (DAD).

Photo: Ramona Clapan

R-set ha lo scopo di sostenere l’attività culturale e di promuovere un suo equo trattamento.
Cosa significa? Il mondo dell’arte e della cultura in generale, per chi non ne fa parte, è sempre stato un mondo a sé. Chi ci lavora, e cerca di fare della propria passione un mestiere, molte volte arranca, perché non viene riconosciuto, viene sottopagato e il più delle volte è costretto a fare un lavoro senza avere retribuzione.
Ed è qui che entra in gioco R-set, con l’obiettivo di tutelare questi lavoratori, studiarne le loro condizioni sociali e cercare di rimodulare lo stato delle cose.
E lo fanno attraverso:
• Un index per un manifesto che accoglie il contributo critico di quanti vogliono condividere la propria esperienza,
• Una piattaforma open source che cresce grazie a interviste, conversazioni, ricerche prodotte dalla redazione o messe a disposizione degli utenti,
• Campagne di sensibilizzazione in occasione di eventi d’arte rilevanti per il settore,
• Formazione peer – to – peer attraverso convegni, workshop e seminari,
• Ricerche context specific,

Photo: www.r-set.it

E una delle cose più interessanti
• Una linea di borse/manifesto sviluppate sulle esigenze dei lavoratori della cultura da ricercatori del Politecnico di Torino in collaborazione con Ferrino che ha messo a disposizione i tessuti impermeabili e utilizzati per la produzione di oggetti di emergenza, quindi molto robusti, e Print Club che si occupa della serigrafia.

photo: Ramona Clapan

 

Per chi, come me, ha sempre voluto fare della propria passione un lavoro, R-set è davvero molto importante, perché rappresenta un passo verso quel riconoscimento che un po’ tutti noi meritiamo.
Quindi vi invito a firmare l’index sul loro sito ( http://www.r-set.it )  , e a partecipare alla creazione di nuovi contenuti per la loro piattaforma, raccontando magari la propria storia, e ovvio, ordinando una delle bellissime borse.

G.

 

Per maggiori informazioni:

www.r-set.it

www.associazioneimpasse.org