Brasil! – Museo Ettore Fico

L’arte contemporanea racconta molto di un’epoca e di un popolo, le sue tradizioni, la musica, la danza e le piccole o grandi rivoluzioni che ci sono state lungo la propria storia, ed è infatti il caso della mostra Brasil! al Museo Ettore Fico di Torino, attraverso la collezione di Ernesto Esposito, possiamo ripercorrere  le vicissitudini del popolo brasiliano, con i loro contrasti di colori, materie e immagini capaci di farci sentire odori e suoni lontani.

Grande amante di Rio, il designer Ernesto Esposito è riuscito a mettere insieme una collezione che ripercorre luoghi e epoche diverse del paese sudamericano, per mezzo delle opere di grandi artisti come Adriana Varejao, il collettivo Opavivara,  Vik Muniz, Maxwell Alexandre e tanti altri.

Ognuno di questi artisti racconta la propria storia e il proprio modo di vedere il suo paese, così la Varejao ricrea un enorme azulejo che ci ricorda quelli portoghesi ma di fondo nelle varie crepe della ceramica possiamo vedere l’aridità dei terreni del sertao brasiliano che non vedono l’acqua da tanto tanto tempo.

Maxwell Alexandre cerca di portare l’attenzione su tematiche importantissime in Brasile quali le favelas e con esse la povertà, l’importanza delle religioni (tante e diverse nel paese), la militarizzazione e molti altre tematiche ancora, tutte concentrate su un’unica enorme tela che ci trae in inganno, perché al primo sguardo può sembrare un grande momento ludico, ma invece se guardi bene e in fondo, riesci a percepire le voci e le urla di ribellione di ogni personaggio dipinto.

L’opera più viva e colorata della collezione è l’opera del collettivo OPAVIVARA’, intitolata “Rede Social”, tante coloratissime amache unite tra di loro, sulle quali è possibile sdraiarsi e dalle quali pendono catene di tappi di bottiglia, che fate vibrare riportano la mente al suono del mare.

Queste sono solamente alcune delle numerose opere che potete ammirare in questa mostra, e se siete curiosi vi dovete muovere, perché la mostra rimane aperta al pubblico ancora per pochissimo tempo, fino al 16 febbraio.

Ve la raccomando davvero tantissimo, in questo modo potrete scoprire l’arte di un paese che sa sempre parlare in modo unico di sé.

 

 

 

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