Tutto ciò che c’è da sapere su… Zaha Hadid

Ricordata come uno degli architetti ( al maschile come lei stessa avrebbe voluto e non come “donna architetto”) di maggiore rilievo nell’architettura contemporanea,  prima donna vincitrice del Premio Pritzker, Zaha Hadid è stata capace di tradurre l’immaginazione in architettura.

Zaha Hadid

Ha inseguito il principio della fluidità ed è riuscita ad applicarlo all’architettura.

Zaha Hadid esprime nelle sue opere la ricerca di un nuovo modo di accostarsi al progetto nonchè la complessità e il dinamismo dell’epoca attuale.

Donna dall’animo artistico  e innovativo, utilizza approcci progettuali diversi da quelli tradizionali, infatti considera disegno e pittura strumenti che le consentono di indagare in maniera completa i differenti e vari aspetti del progetto.

Da questo tipo di approccio emerge un’ opera non riconducibile a nessuna specifica tipologia architettonica.

Questa è l’originalità dell’architettura di Zaha Hadid, che si basa sul concetto di indipendenza tra forma e funzione; tra spazio interno ed esterno.

La fluidità degli spazi nei modi di relazionarsi tra di loro e nel rapporto con l’esterno, rappresenta un altro punto cardine. Ciò fa si che gli spazi acquistino una instabilità che mette in movimento in maniera fluida gli elementi di cui sono composti.

Heydar Aliyev Cultural Center

I materiali utilizzati per i progetti sono scelti dall’architetto per le loro caratteristiche di resistenza, autoportanza ed ecocompatibilità ed in modo particolare per la loro capacità di essere flessibili e piegarsi a qualsiasi richiesta. Molto utilizzati sono dunque cemento, acciaio e vetro.

Questo tipo di architettura lascia molto spazio alla fantasia, nasce per dar libero sfogo ad essa ma ciò non esclude lo studio minuzioso e funzionale  delle planimetrie.

Il linguaggio proprio di Zaha Hadid è stato inquadrato nell’ambito del Decostruttivismo, tendenza architettonica nata negli anni ’80.

La prima opera riconosciuta appartenente a tale tendenza fu proprio un’opera di Hadid: Il progetto per il club The Peak a Hong Kong, anche se a determinare la nascita del fenomeno architettonico è stata una mostra organizzata a New York da Johnson chiamata “Deconstructictivist Architecture” alla quale vengono esposte opere di altri sei architetti oltre Zaha HAdid ( Gehry, Libeskind, Koolhaas, Eisenman, Tschumi e il Gruppo Coop Himmelblau.

Progetto per il club The Peak di Hong Kong

Due dei più recenti segni lasciati da Zaha Hadid sul territorio italiano sono a Milano e rientrano nel progetto City Life, progetto di riqualificazione della ex Fiera di Milano: un complesso residenziale e un grattacielo.

Complesso residenziale progetto CityLife

Il complesso residenziale che rappresenta uno dei più prestigiosi del momento, è costituito da sette costruzioni a varie altezze (dai 5 ai 13 piani) caratterizzate da una linea curva, fluida e sinuosa e posizionati in due lotti divisi da una striscia di parco pubblico.

Oltre la fluidità, altri elementi architettonici distintivi del progetto sono il movimento dei balconi curvi e il profilo delle coperture che creano degli attici dalla forma morbida ed elegante.

Molta attenzione è stata data alla ricerca del comfort e al rispetto dei requisiti ambientali, ponendo cura al rispetto del sito e alla scelta dell’orientamento degli edifici.

La maggior parte degli appartamenti presentano un’orientamento sud-est garantendo così di riscaldare e illuminare maggiormente gli ambienti che hanno bisogno di maggior luce.   Balconi e terrazze sono aperte verso la città o il parco pubblico e insieme ad un sistema di brise soleil evitano il surriscaldamento estivo della facciata.

La forma a corte degli edifici serve a sfruttare il raffrescamento naturale della vegetazione e l’uso delle fontane e degli specchi d’acqua permette di sfruttare l’evaporazione come climatizzazione naturale.

Il piano terra a doppia altezza è caratterizzato da grandi aperture da pavimento a soffitto che permettono agli spazi di essere inondati dalla luce e di dare continuità visiva al parco.

Tutti gli appartamenti presentano soluzioni strutturali tali facilmente adattabili alle esigenze personali degli abitanti.

Sempre per rispondere a tutte le esigenze le abitazioni sono presenti in diverse tipologie e metrature: da bilocali ad appartamenti di grandi dimensioni e attici di pregio con terrazzo.

Anche il complesso impiantistico degli edifici prevede soluzioni sostenibili volte a garantire un elevato risparmio energetico:  pannelli radianti ad acqua, riciclata nel controsoffitto climatizzano gli appartamenti, inoltre il sistema è associato ad un impianto di teleriscaldamento e ai pannelli fotovoltaici presenti in copertura.

L’acqua utilizzata nei sistemi di riscaldamento e condizionamento delle residenze viene riciclata per l’irrigazione delle aree verdi condominiali, del parco e per gli scarichi dei servizi igienici.

Per quanto riguarda i materiali di facciata la scelta è ricaduta su pannelli di alluminio verniciato, vetro e pannelli  in legno naturale  che enfatizzano il movimento volumetrico e al contempo riescono a conferire un aspetto intimo e privato ai cortili interni delle residenze.

Tecnologicamente la facciata presenta una tripla pelle ventilata: alla struttura in cemento armato è agganciato un telaio di alluminio composto da tre strati.

Il grattacielo progettato per Generali, cantiere ancora in corso, si distingue dalle altre due torri del progetto CityLife(di Libeskind ed Isozaki) per le sue caratteristiche di dinamismo, torsione e movimento che valorizzano la percezione e le viste rispetto all’asse urbano.

Grattacielo progettato per Generali a Milano

La torre di Zaha presenta 44 piani e 175m di altezza: ogni piano è ruotato rispetto al precedente secondo precisi algoritmi; la torsione è attenuata sempre di più al crescere dell’altezza, fino al completo raggiungimento della verticalità.

Strutturalmente il carico verticale è sostenuto da un sistema radiale di colonne, mentre un nucleo centrale assorbe le forze laterali.

La torre presenta una facciata cellulare a doppia pelle che collabora alla regolazione termica interna.

La figura e l’opera di Zaha coinvolgono ed influenzano le nuove generazioni di architetti per la forza e l’energia che le sue opere sembrano emanare, per l’indiscutibile grado di innovazione, per il coraggio con cui sembra “piegare” la tecnologia al suo gusto estetico ottenendo opere uniche, semplici e complesse nello stesso tempo.

Un ulteriore motivo di ammirazione è dato dalla capacità di imporsi e primeggiare in un panorama internazionale dove le Archistar risultano essere uomini occidentali.

 

M. (TheDoubleFace_collective)

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