Tutto ciò che c’è da sapere su…Le Corbusier

Chi segue il nostro lavoro sta scoprendo piano piano il nostro obiettivo, cioè quello di far dialogare gli artisti (o architetti) emergenti, con artisti (o architetti) già affermati nel panorama culturale torinese.

Abbiamo pensato, però, che è opportuno far conoscere anche chi ha ispirato noi e tutte le persone con cui lavoriamo.

Nasce così la nostra nuova rubrica Tutto ciò che c’è da sapere su… dove si cercherà di raccontare un pochino della vita di artisti e architetti che hanno fatto la storia.

E il primo personaggio non poteva essere altro che il grande maestro del Movimento Moderno Charles-Edouard Jeanneret-Gris in arte LE CORBUSIER!

www.nemolight.com

Nato il 06 Ottobre 1887 in Svizzera, da Georges-Edouard Jeanneret-Gris, pittore di quadranti di orologi e Marie-Charlotte-Amélie Perret, maestra di musica e pianoforte, da ragazzo seguendo le orme del padre, studia l’arte della smaltatura e dell’incisione degli orologi alla scuola di Arts Décoratifs a La Chaux-de-Fonds.

Qui ha come maestro Charles L’Eplattenie, che gli insegna storia dell’arte e lo incita a studiare anche l’architettura, aiutandolo ad ottenere i suoi primi incarichi in alcuni progetti locali. 

Per Le Corbu l’idea di architettura era che collegata all’urbanistica, avesse il compito di contribuire alla felicità dell’uomo moderno.

«Meravigliosa cosa l’architettura…prodotto di popoli felici e fattore di felicità dei popoli. Le città felici hanno una architettura…L’architettura è ovunque, negli apparecchi telefonici e nel Partenone.»

Consapevole che la natura, la Rivoluzione industriale e il progresso tecnologico avrebbero cambiato l’idea di estetica dell’uomo, iniziò a creare un linguaggio progettuale che valorizzasse la centralità dell’individuo nella complessità del mondo contemporaneo.

Nel 1906, grazie al denaro ottenuto dal suo primo progetto, Villa Fallet, intraprende un viaggio in Europa dove apprende l’importanza del contrasto tra i grandi spazi collettivi ed i singoli spazi a compartimenti stagni, un’osservazione che costituisce la base per la sua visione degli edifici residenziali.

Villa Fallet – www.pinterest.com

Nel 1917 si stabilisce definitivamente a Parigi, dove inizia a lavorare con Auguste Perret, pioniere del cemento armato, da qui la passione e l’enorme interesse per questo materiale. In questi anni inizia anche a scrivere per la rivista Espirit Nouveau, ed è proprio in quest’occasione che decide di adottare lo pseudonimo di Le Corbusier.

Piccola curiosità: Lo pseudonimo Le Corbusier era ispirato al nome del nonno materno Lecorbésier, e venne ulteriormente storpiato per ricordare anche il suo maestro L’Eplattenie. La maggior parte dei suoi amici lo chiamava Le Corbu: il suono ricorda la parola francese corbeau, cioè corvo, e per questo Le Corbusier firmava le sue lettere abbozzando la testa di un corvo.

Nel 1923 Le Corbusier pubblicò Verso una architettura, testo  con il quale getta le basi per la sua idea rivoluzionaria di architettura, divenute poi i pilastri dell’architettura moderna. Il testo tratta in particolare cinque grandi principi, possibili attraverso l’introduzione del cemento armato:

– i pilotis, cioè i pilastri che sorreggono un edificio e lo isolano dal terreno
– il toit terrasse, cioè il tetto a terrazza, con giardino e piscina
– il plan libre, cioè la pianta dell’edificio libera
– la façade libre, cioè la facciata libera, senza schemi prestabiliti
– la fenêtre en longueur (o finestra a nastro), che taglia la facciata della casa in lunghezza, rendendo l’interno luminosissimo.

I cinque grandi principi sono presenti nella più famosa opera di Le Corbusier, e cioè, Ville Savoye.

« La casa è una scatola nell’aria, completamente solcata, senza interruzioni, da una finestra in lunghezza. Nessuna esitazione nel gioco architettonico di spazi e masse. La scatola è al centro di un prato, domina il frutteto. Dall’interno dell’ingresso una rampa leggermente inclinata conduce, quasi impercettibilmente, al primo piano, dove si svolge la vita del proprietario: soggiorno, stanze da letto ecc. Queste diverse stanze, che ricevono luce e si affacciano, panoramicamente, dal perimetro regolare della scatola, sono disposte radialmente intorno a un giardino pensile, che è come un distributore della luce proveniente dal sole. Sul giardino pensile si aprono in tutta libertà le pareti scorrevoli di vetro del salone e di diverse altre stanze; così il sole entra ovunque, fin nel cuore stesso della casa. A partire dal giardino pensile la rampa diventa esterna e conduce al tetto e al solarium. Quest’ultimo è collegato con la cantina, scavata nel terreno sotto ai pilotis, anche da una scala a chiocciola: un elemento puro e verticale liberamente inserito nella composizione orizzontale. Gli abitanti che si insediano qui, perché la campagna è bella, con la sua vita agreste, nella sua intatta armonia, dall’alto del loro giardino pensile o dai quattro lati della finestra in lunghezza. La loro vita domestica sarà inserita in un sogno virgiliano »

Ville Savoye

Nel 1930 riformula le sue teorie e dà vita a La Ville Radieuse:

Edificata tra il 1947 e il 1951, concepita come laboratorio per un nuovo sistema abitativo,  Ville Radieuse ospita  337 appartamenti di 23 tipi diversi, i quali offrono altrettanti alloggi confortevoli e moderni per l’epoca. Una sorta di quartiere strutturato in verticale con strade e negozi e la possibilità per gli abitanti di comunicare tra di loro utilizzando un interfono.

Oltre ad architetto, Le Corbusier fu anche designer, infatti tutti noi abbiamo visto da qualche parte almeno un suo oggetto di arredamento, dalla Chaise Longue (LC4), progettata nel 1927 alla poltrona Grand Confort conosciuta come LC3.

 

 

LC4 www.silvera.com
LC3

 

 

Le Corbusier muore il 27 agosto 1965 a Roquebrune, in Costa Azzurra, vittima di un infarto che lo coglie mentre sta nuotando. E’ sepolto insieme alla moglie a Roquebrune in una tomba che egli stesso ha progettato.

G. (TheDoubleFace_collective)