Norman Sgrò

“Ho iniziato a dipingere per caso, in fondo non ho mai imparato a disegnare!”

 

Esordisce così il mio incontro con Norman Sgrò, barellista di professione e artista nell’anima.

E la sua anima la si vede tutta nei suoi lavori, che lui definisce pittura intuitiva, e si avvicina molto all’astratto, ma con una nota specifica di fondo.

I suoi lavori non hanno un progetto preciso, un tema preciso o una linea guida, la tela bianca si compone da sé, e racconta ogni volta una storia diversa, uno stato d’animo o un’emozione vissuta in quel momento. L’unione dell’inconscio con la parte consapevole di sé stesso.

Norman Sgrò, Bloom (normansgro.wordpress.com)

Forse è questo che attira di più nelle opere di Norman, il dover capire che cosa sentiva nel momento in cui ha deciso di mescolare certi colori  e di creare i suoi lavori. Scoprire la parte più intima della sua arte. Immedesimandoci anche noi in quelle emozioni in una costante condivisione di sentimenti.

Norman Sgrò, Overshadow (normansgro.wordpress.com)

Un continuo sviluppo, non di tecniche, ma di crescita personale e di studio del proprio io, attraverso una sperimentazione incessante. Infatti tra i suoi interessi non troviamo solamente la pittura, ma anche la scrittura e la fotografia.

La forma ricorrente che possiamo trovare nei suoi lavori è il cerchio che riporta all’inconscio, i colori invece cambiano a seconda degli umori, ma rimandano sempre ad una atmosfera intima e interna.

Norman Sgrò, Dust Valley (normansgro.wordpress.com)

L’amore per l’arte gli è stato tramandato dal papà, ma da piccolo quasi si rifiutava di dipingere

“…in fondo l’arte deve nascere in modo spontaneo”

solo cinque anni fa ha deciso di mettere su tela i suoi sentimenti e di iniziare a raccontarsi.

Norman Sgrò, Diluvio (normansgro.wordpress.com)

I sogni nei cassetti sono tanti, tra tutti uno di avere uno spazio tutto suo dove poter dare libero sfogo alle sue sensazioni

“Camera mia non mi basta più!”

 

Tra le mostre, tante partecipazioni a Paratissima, e  mostre collettive con altri colleghi pittori.

I suoi lavori sono venduti in forma privata.

Vi invito a guardare il suo sito dove potrete trovare tutte le sue opere http://normansgro.wordpress.com

 

La sedia delle sedie

Quando iniziai il mio percorso di studi per diventare interior designer, uno dei primi esercizi che ho dovuto affrontare è stato quello sulle sedie. Nello specifico dovevamo migliorare il design di una seduta che era già stata ideata e prodotta.

Traccia del terribile esercizio!!!

Tralasciando il fatto che ho sbagliato totalmente l’esercizio progettando un cuscino orrendo per la sedia Panton, sostenendo che l’avrebbe resa meno scivolosa ( idea ingenua e totalmente inutile), ciò che mi aveva interessato di più e mi aveva attirato l’attenzione era stata la quantità di sedie, una diversa dall’altra, che erano state pensate e realizzate da tantissimi designers durante tutti questi anni.

La mia idea malsana!!

Fra tutte una spiccava, la sedia n° 14 di Thonet ( che si legge Tonet e non Tonè…mi raccomando!!!), quella che tutti conosciamo, o abbiamo visto da qualche parte, nei bar, ristoranti, a casa della nonna, oppure solamente nelle pellicole un po’ datate.

Dopo averla vista, mi sono anche chiesta come mai veniva definita “di design”, visto che era talmente comune e semplice?!

Modello n°14 prima del 1870 didatticarte.it

Perciò, dopo il fallimento del mio cuscino Panton, decisi di approfondire le mie ricerche su quella che molti definiscono “la sedia delle sedie”, quella che ha, in qualche modo, dato il via all’idea di sedia progettata, costruita e venduta a livello industriale in tutto il mondo.

Modello n°14 Thonet dopo il 1870 didatticarte.it

Michel Thonet, infatti, l’aveva vista lunga, ebanista di professione, nella metà dell’Ottocento era alla ricerca di un metodo per costruire una seduta robusta ma senza dover usare le tecniche tradizionali dell’epoca. La sua idea di fondo era quella di creare una sedia cercando di piegare il legno, senza doverlo rompere e poi levigare. Caso vuole che nel 1830, Thonet osservò che alcuni listelli di legno bagnati e piegati, lasciati asciugare lentamente riuscivano ad assumere la forma data ed essa rimaneva nel tempo. Iniziò quindi a replicare tale tecnica e a perfezionarla.

Nel 1841 venne notato dal principe austriaco Clemens von Metternich, che lo chiama a Vienna.

Thonet divenne ben presto famoso in tutta Austria, non solo per il suo innovativo metodo di curvatura del legno (con la sua tecnica riesce persino a piegare il legno massello), ma per la sua modalità di produzione industriale che permette l’esportazione del suo prodotto in tutto il mondo.

La sedia Thonet infatti, oltre ad essere molto robusta, pesa molto poco (circa 4kg), è smontabile, occupa uno spazio molto ridotto(un metro cubo soltanto), e costa, anzi costava, molto poco, 9 lire!!!

Nel 1869, Michel Thonet, venne “obbligato” ad abbandonare il suo brevetto, di modo che la concorrenza  potesse prendere ad esempio la sua creazione, nascono dunque circa 52 nuove aziende che producono sedie secondo il modello Thonet. Ma riconoscere l’originale non è poi tanto difficile, infatti le vere sedie n°14 di Michel Thonet recano il suo marchio impresso a fuoco assieme all’anno di produzione nella parte inferiore del telaio.

Marchio Thonet della sedia n°14

Quindi per tutti i collezionisti, amanti del design, o semplicemente per chi desidera una seduta degna del proprio nome, non resta che andare alla ricerca della Thonet n°14, la vera sedia delle sedie!

 

 

 

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio il sito www.legnocurvatodesign.it

Le copertine d’artista

Qualche giorno fa mi arriva un messaggio:

“Giò, andiamo a vedere questa mostra?” ( con tanto di link all’articolo)

Era un articolo de La Repubblica, che recensiva la mostra “Street Vinyls alla Square23 Art Gallery, a Torino.
E così, con l’entusiasmo di scoprire nuove cose, ieri pomeriggio andai.

La galleria è piccola, ma racconta in modo perfetto lo stile underground nel quale vive e spopola la street art, sulle pareti, rigorosamente dipinte di nero, una collezione invidiabile di vinili e cd, le cui copertine sono state studiate e realizzate in collaborazione tra grandi musicisti e artisti (per lo più street artists), le cosiddette copertine d’artista.

Photo: Ramona Clapan

E infatti, si possono ammirare  “Without you” di David Bowie, fatta in collaborazione con Keith Haring, oppure la banana di adesiva fatta da Andy Warhol, per il primo album dei Velvet Underground, e ancora alcuni lavori di Blu, Jean- Michel Basquiat, Space Invader, per arrivare all’inconfondibile e misterioso Banksy, del quale presente in mostra un disco con tiratura limitata realizzato a spray su carta per la band Royksopp.

 

 

La mia copertina preferita? Quella dell’album di debutto di Paris Hilton, genialmente taroccata da Banksy, dove la bionda appare raffigurata con la testa di un cagnolino e all’interno, giustamente, non trovate le sue canzoni, ma dei brani mixati da Banksy stesso.

 

Il colpo di genio, ovviamente, oggi spopola e vale dieci volte tanto quanto il cd originale, per l’amarezza di chi il tarocco lo ha comprato e poi lo ha riportato indietro.
E come ci chiese ieri un signore in galleria :” Tutto molto bello, maaaaa chi compra il cd di Paris Hilton?”, vi confido che è la stessa domanda che mi sono fatta pure io!

E con questo dubbio amletico, vi invito a visitare la mostra “Street Vinyls” alla galleria Square23 in via San Massimo 143, Torino,  che rimane aperta fino al 01 Aprile.

G.

ExpoCasa Torino

www.expocasa.it

ExpoCasa, come ogni anno, è approdata a Torino e, ovviamente, non potevo mancare!

Perciò oggi, con il meraviglioso sole che c’era, ho deciso (giustamente!!!),di chiudermi dentro all’Oval e godermi un pomeriggio all’insegna del design di interni.

La fiera è molto più piccola rispetto a quelle milanesi (MADE e Salone del Mobile), ma ha il suo perché, con tante idee interessanti e alla portata di tutti.

Ho trovato, passeggiando attraverso gli stand che, a farla da padrona sono  le meravigliose cucine, una più attrezzata dell’altra, con molte novità per quanto riguarda la scelta dei materiali, e la composizione, senza contare i design innovativo e ricercato.

 

 

 

 

Non male anche l’ampia e diversificata offerta di arredi per i salotti e camere da letto.

Divani di tutti i gusti e materiali, dai più grandi in ecopelle, ai più piccoli in tessuto  molto colorati.

 

 

 

Un po’ sotto tono la gamma di scelte per il bagno, dove però la tecnologia e il lusso spiccavano.

 

 

 

Potete visitare ExpoCasa Lingotto fino a domenica 05 marzo 2017.

Orari:

Lunedì – Venerdì        16-22

Sabato – Domenica   10-22

Domenica 05 marzo  10-20

 

Per info:

www.expocasa.it