Who’s afraid of paying art&design workers?

 

Nel 2015, durante i lavori di disallestimento di Paratissima11, mi sono trovata a staccare dalla parete un cartellone che recitava così “Free to be a curator”, e raffigurava su uno sfondo verde una ragazza che faceva un salto.
Ricordo che era il periodo in cui dovevo ancora finire il mio corso allo IED, e quello slogan mi colpì particolarmente, decisi allora di portarlo a casa, perché in qualche modo mi sentivo una giovane “curator” alle prime armi con una grandissima voglia di fare io il mio salto.

Photo: www.r-set.it

In fondo però, non avevo capito bene il senso di quel gesto, forse in quel momento ciò che mi attirava di più era quel colore acceso e quella frase, che intanto, avevo fatto mia. E così lasciai quel cartellone appeso sul muro della mia stanza per un bel po’, finché in occasione di uno dei “mercoledì del design”, organizzato dal Circolo del Design di Torino, ritrovai quello stesso verde acido e quella stessa ragazza che si accinge a saltare, e capii che dietro a quel salto, e a quella frase c’era un enorme lavoro che mi riguardava molto da vicino.

 

Così ebbi la fortuna di conoscere R-set. Tools for cultural workers, che nasce dal lavoro dell’associazione culturale Impasse di cui fanno parte l’artista Irene Pittatore e la curatrice Nicoletta Daldanise, e di Claudia De Giorgi e Marco Bozzola docenti del Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design (DAD).

Photo: Ramona Clapan

R-set ha lo scopo di sostenere l’attività culturale e di promuovere un suo equo trattamento.
Cosa significa? Il mondo dell’arte e della cultura in generale, per chi non ne fa parte, è sempre stato un mondo a sé. Chi ci lavora, e cerca di fare della propria passione un mestiere, molte volte arranca, perché non viene riconosciuto, viene sottopagato e il più delle volte è costretto a fare un lavoro senza avere retribuzione.
Ed è qui che entra in gioco R-set, con l’obiettivo di tutelare questi lavoratori, studiarne le loro condizioni sociali e cercare di rimodulare lo stato delle cose.
E lo fanno attraverso:
• Un index per un manifesto che accoglie il contributo critico di quanti vogliono condividere la propria esperienza,
• Una piattaforma open source che cresce grazie a interviste, conversazioni, ricerche prodotte dalla redazione o messe a disposizione degli utenti,
• Campagne di sensibilizzazione in occasione di eventi d’arte rilevanti per il settore,
• Formazione peer – to – peer attraverso convegni, workshop e seminari,
• Ricerche context specific,

Photo: www.r-set.it

E una delle cose più interessanti
• Una linea di borse/manifesto sviluppate sulle esigenze dei lavoratori della cultura da ricercatori del Politecnico di Torino in collaborazione con Ferrino che ha messo a disposizione i tessuti impermeabili e utilizzati per la produzione di oggetti di emergenza, quindi molto robusti, e Print Club che si occupa della serigrafia.

photo: Ramona Clapan

 

Per chi, come me, ha sempre voluto fare della propria passione un lavoro, R-set è davvero molto importante, perché rappresenta un passo verso quel riconoscimento che un po’ tutti noi meritiamo.
Quindi vi invito a firmare l’index sul loro sito ( http://www.r-set.it )  , e a partecipare alla creazione di nuovi contenuti per la loro piattaforma, raccontando magari la propria storia, e ovvio, ordinando una delle bellissime borse.

G.

 

Per maggiori informazioni:

www.r-set.it

www.associazioneimpasse.org

 

 

 

 

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